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L’assemblea degli investitori ha ridenominato il fondo “ATLANTE II” in “Italian Recovery Fund”

Comunicati Stampa
Strategie Alternative

Il Fondo è il più grande investitore dedicato al mercato dei crediti deteriorati in Italia e fra i maggiori al mondo, assicurando una forte presenza istituzionale italiana nel settore.

Il Fondo è impegnato in quattro operazioni di cartolarizzazione per circa € 31 miliardi lordi di NPL per un investimento di circa € 2,5 miliardi.



27 Ott 2017

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Italian Recovery Fund

L’Assemblea degli Investitori del Fondo “Atlante II” si è riunita in data odierna a Milano ed ha deliberato all’unanimità di ridenominare il fondo in “Italian Recovery Fund”.
Il Comitato degli Investitori nominato oggi dall’assemblea del Fondo risulta così composto:

  • Francesco Ceci

  • Giovanni Gilli

  • Marina Natale

  • Ranieri De Marchis

  • Filippo Casagrande

  • Massimo Molinari

  • Edoardo Ginevra

  • Pierfrancesco Latini

  • Michele Crisostomo

L’Italian Recovery Fund, nato grazie all’impegno di molteplici istituzioni finanziarie italiane ed internazionali, in un momento di crisi del sistema bancario Italiano, per investire esclusivamente in crediti deteriorati, è il più grande investitore dedicato al mercato italiano dei NPL ed uno dei maggiori investitori al mondo in questo settore. Attualmente è coinvolto in quattro operazioni di cartolarizzazione di crediti deteriorati per circa € 31 miliardi lordi (circa la metà dei € 65 miliardi di operazioni stimate dal FMI per il 2017 in Italia) per un investimento complessivo di circa € 2,5 miliardi.

La sua presenza nel mercato in questa fase delicata ha permesso di risolvere, attraverso cessioni e ricapitalizzazioni, numerose situazioni di crisi bancarie tra cui Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell’Etruria, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca MPS, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Rimini e Cassa di Risparmio di San Miniato, assicurando una presenza istituzionale italiana in un mercato altrimenti dominato da investitori esteri.

Avendo impegnato la quasi totalità delle sue disponibilità, il Fondo è entrato adesso nella fase di gestione dei recuperi, che sarà decisiva per poter ottenere i rendimenti previsti. Date le dimensioni dei crediti deteriorati in gestione, il Fondo ha impostato una strategia di recupero basata su:

  1. una pluralità di special servicer, con un’enfasi sui players più grandi sul mercato, per assicurare la gestione efficiente di masse ingenti di NPLs e la necessaria competizione fra i diversi soggetti tenendo, conto delle specializzazioni per tipologia di crediti.

  2. Il ruolo del master servicer, per l’aggregazione dei dati e il monitoraggio dei flussi di recupero e

  3. una presenza interna alla SGR di un team di oversight e di controllo di gestione sulle pratiche di dimensioni più rilevanti.

Quaestio Capital SGR, in virtù della posizione di leadership raggiunta in Italia nella strutturazione e nell’investimento in cartolarizzazioni di crediti deteriorati, intende lanciare nei prossimi mesi altre iniziative di investimento nel settore dei distressed credits italiani per poter continuare a svolgere un ruolo importante nel mercato degli NPLs anche nel 2018 e negli anni futuri.

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